
venerdì 17 aprile ore 10.30
• Immagina 2026
Compagnia Luciano Mansur • ARGENTINA
PROGETTO FRANKENSTEIN
da Frankenstein di Mary W. Shelley
adattamento e interpretazione Luciano Mansur
regia, pupazzi e scenografie Román Lamas
costumi Paloma Lamas
progetto sonoro e musicale Federico Figueroa e Román Lamas
disegno luci Malena Miramontes Boim
formazione in ventriloquia Miguel Ángel Lembo
voce fuori campo (Little William) Agustín Fernández Codazzi
fotografia e grafica Florencia Mansur
aiuto regia Romina Larroca, Macarena Vargas Fernández
produzione esecutiva Luciana Sanz
produzione Compagnia Luciano Mansur
dagli 11 anni
durata 60’
tecnica: pupazzi e attore
Un adattamento contemporaneo di Frankenstein che intreccia attore, pupazzi e ventriloquia in un suggestivo “teatro sdoppiato”, dove creatore e creatura condividono la scena come inquietanti doppi. Un racconto potente che, attraverso il linguaggio del teatro di figura, esplora il confine tra umano e inumano e il desiderio — fragile e pericoloso — di dare vita ai propri sogni.
“Non calpestare mai la coda di un insetto che non conosci.”
Di fronte ai ripetuti fallimenti nel portare a compimento il proprio esperimento, il dottor Victor Frankenstein, in preda alla disperazione, si rivolge ai culti popolari per ottenere il potere di dare vita alla sua creatura.
È l’ambizione di un futuro radioso a guidarlo, ma il suo percorso innesca una catena di eventi e di delitti che lo condurranno inevitabilmente al confronto con la propria “creazione”, divenuta presenza concreta e ineludibile. Nel rapporto tra Victor e la Creatura — tra creatore e creato — emerge con forza la tensione che attraversa l’intera vicenda e che ne costituisce il cuore poetico: il burattino come doppio dell’essere umano, specchio inquietante e fragile della sua stessa natura.
Progetto Frankenstein è l’adattamento, ambientato in Argentina, del romanzo Frankenstein di Mary Shelley, in forma di teatro di figura contemporaneo per un pubblico adulto. Per la concezione dei pupazzi la compagnia si è ispirata al concetto di “teatro sdoppiato” elaborato da Roman Paska, secondo cui il pupazzo rappresenta il doppio dell’essere umano, il doppio dell’attore e del personaggio.
L’interpretazione richiede un lavoro specifico di dissociazione, volto a raggiungere un equilibrio di presenze tra personaggi umani e pupazzi, creando per questi ultimi un’illusione di vita potente e credibile. Come ulteriore contributo, lo spettacolo esplora la ventriloquia, attingendo a tecniche di emissione vocale a bocca semi-chiusa. Il romanzo di Mary Shelley ci parla ben oltre l’idea superficiale del “mostro”. Attraverso questa figura, infatti, emergono le paure, i rifiuti ma anche le attrazioni profonde che attraversano la società e il nostro modo di immaginare ciò che è diverso. Non si tratta soltanto di come il mostruoso viene rappresentato, ma di una riflessione più ampia su che cosa significa essere vivi e su chi decide quali vite siano accettabili. Il romanzo difende la vita nella sua complessità, opponendosi a ogni tentativo di ridurla a regole rigide o a criteri di normalità imposti dall’esterno.
In questo senso, il confine tra umano e inumano diventa uno spazio di domanda e di confronto: un terreno su cui si intrecciano questioni politiche, ma anche scelte etiche ed estetiche, che ci invitano a ripensare responsabilità, identità e convivenza.
Luciano Mansur
Nato a Pilar, Buenos Aires, Argentina, nel 1983. Attore, burattinaio e docente. Si è formato come attore e insegnante presso il Teatro Andamio 90’ (COSATyC). È laureato in Arti Performative con specializzazione in Teatro di Figura e Oggetti presso l’UNSAM. Ha fatto parte della Compagnia di Burattinai dell’università, insignita dei premi Javier Villafañe e Teatro del Mundo. Nel 2017 ha ottenuto una borsa di studio UNSAM per perfezionarsi presso l’Accademia di Arti Performative della Divadelná Fakulta VSMU di Bratislava, in Slovacchia. È membro del collettivo internazionale Alternance Theatre, dedicato alla creazione artistica transdisciplinare sui temi dei diritti umani. Insegna teatro e arti visive.
Román Lamas
Nato a Buenos Aires, Argentina, nel 1964. Attore, burattinaio, costruttore di pupazzi, regista e musicista. Nel 1991 si diploma presso la Scuola Laboratorio di Burattinai del Teatro San Martín; nello stesso anno entra a far parte del Cast di Burattinai del teatro, di cui è tuttora membro. Dal 1990 al 2008 ha fatto parte del gruppo teatrale El Periférico de Objetos. Ha partecipato come burattinaio ospite alla Compagnia di Burattinai dell’UNSAM. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Konex, María Guerrero, ACE e Teatro del Mundo. Come regista si dedica principalmente a spettacoli unipersonali e a produzioni per tutti i pubblici. È bassista del Bataraz Trío.
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