
domenica 10 maggio ore 17.30 • teatro
Attori & Tecnici
LA MASCHERA SUR GRUGNO
vita, morte e miracoli secondo Giuseppe Gioachino Belli
di Marcello Teodonio
regia Stefano Messina
con Stefano Messina, Emanuela Fresi, Chiara David, Simone Balletti
musiche Pino Cangialosi
acquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/la-maschera-sur-grugno/295304
L’irriverente Roma di Belli prende forma sul palco: satire pungenti, vizi e virtù umane esplodono senza filtri. Un affresco comico e feroce, attuale e riconoscibile, dove le voci dei sonetti diventano teatro vivo e travolgente.
“A Roma co la maschera sur grugno / ar meno se po’ dì la verità”.
Solo una puntuale carnevalizzazione della storia consente la rappresentazione integrale della verità, quella verità “sfacciata”, quella Verità/cacarella “che quanno te viè l’impito e te scappa, / hai tempo fijja de serrà la chiappa / e storcete e tremà pe ritenella”.
E nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli quella verità di allora, quei momenti e protagonisti della Roma ottocentesca, appaiono e sono molto simili agli attuali: gli uomini, le donne, i rapporti tra gli uomini e le donne, la città, il sesso e il potere, la religione e la vita quotidiana. In spazi tanto ideali e simbolici quanto concreti (le vie e le piazze di Roma), rievocati dalle parole dei sonetti, avvengono gli incontri e gli scontri fra gli esseri umani, le riflessioni e le imprecazioni, l’urlo e il sospiro, la bestemmia e la preghiera: i sonetti si incalzano l’uno con l’altro collegati o da evidenti connessioni tematiche o da più nascoste sintonie o dissonanze stilistiche, che si inseguono, rimbalzano, esplodono. Lo spettacolo nasce dall’esigenza di far conoscere una delle più grandi pagine di poesia europea, forse ancora troppo ignorata e considerata spesso, ed erroneamente, poesia “dialettale”. Il dialetto di Belli è in realtà una lingua “inventata”, energica, graffiante, vitale, con la capacità di costruire nell’arco breve di un sonetto una vicenda, un attimo di vita quotidiana o addirittura un’intera esistenza, con una tale potenza espressiva e visiva da conferirgli una poderosa forza teatrale. La scommessa è quella di riuscire a unire qualcuna delle tante voci dei personaggi dei sonetti, creare un dialogo, un discorso organico, un affresco caotico e violento, che offra suggestione di suoni e fulminanti visioni di quell’inferno in terra, di quella Umana Commedia tragica e misera, comica e grottesca, appartenente a Roma – città “di sempre solenne ricordanza” e “stalla e chiavica der monno” – e al tempo stesso appartenente agli uomini e alle donne di ogni luogo e di ogni tempo.
Stefano Messina
Stefano Messina. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Socio della Compagnia Attori e Tecnici dal 1989, ha preso parte a tutti gli spettacoli prodotti tra cui: “Rumori fuori scena”, tutti diretti da Attilio Corsini. Ha lavorato inoltre con Luca Ronconi, Giancarlo Cobelli, Lorenzo Salveti, Roberto Guicciardini, Andrea Camilleri, Paolo Ferrari, Glauco Mauri, Claudio Insegno, Gigi Proietti. Come regista ha firmato più di 20 regie tra le quali: “Cuori Pulp-itanti” di Ricci & Forte; “Camere da letto” di Alain Ayckbourn, “Pazzi” di Luigi Maccione (presentato al festival Les Italiens a Parigi), “L’arte della commedia” di Eduardo De Filippo, “Trappola per topi” di Agatha Christie, “Per questo mi chiamo Giovanni” di Gianni Clementi, liberamente ispirato al romanzo di Luigi Garlando, “Il Diavolo, certamente” di Claudio Pallottini tratto da Andrea Camilleri.
Marcello Teodonio
Marcello Teodonio è Presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli, direttore della rivista di studi belliani “il 996”, segretario scientifico del Comitato Nazionale delle Opere di Belli. L’intensa attività di studio della poesia romanesca e, in particolare, del suo massimo rappresentante, è testimoniata dalle sue numerose pubblicazioni, tra cui vanno ricordati i volumi “Introduzione a Belli” (Laterza 1992; n. e. Castelvecchi 2017); “Vita di Belli” (Laterza 1993; n. e. Castelvecchi 2016), che è la ricerca biografica di riferimento sull’autore; “La letteratura romanesca. Antologia di testi dalla fine del Cinquecento al 1870” (Laterza 2004). Ha inoltre curato l’edizione completa dei 2.279 sonetti romaneschi belliani (G. G. Belli, “Tutti i sonetti romaneschi”, Newton Compton 1998), l’edizione completa delle poesie di Crescenzo Del Monte – “C. Del Monte, Sonetti giudaico–romaneschi. Sonetti romaneschi. Prose e versioni”, con Micaela Procaccia, La Giuntina 2007 -, il poema di Elia Marcelli “Li Romani in Russia” (il cubo 2009). È titolare in Roma dell’insegnamento di Letteratura romanesca, presso la cattedra di Letteratura italiana dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. È presidente del premio letterario nazionale Vie della memoria-Vittorio Monaco. In ambito culturale, è impegnato in diverse iniziative: organizzatore degli incontri “Il 996. Belli da Roma all’Europa” presso il teatro Argentina di Roma, dalla stagione 1996/’97; direttore artistico dei “Venerdì letterari” al Teatro Vittoria di Roma, dalla stagione 1997/’98; direttore artistico del festival di teatro ‘Ste parole che vajj racchiappenne, a Civitella Alfedena (L’Aquila) dal 2005. È socio ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, socio corrispondente dell’Arcadia, socio del Gruppo dei Romanisti.
Pino Cangialosi
Pino Cangialosi. Compositore, direttore e multistrumentista, è autore delle colonne sonore di oltre 200 spettacoli di teatro, cinema e televisione. Come strumentista, compositore e direttore ha al suo attivo una serie di collaborazioni con importanti enti nazionali e internazionali. Da qualche anno si dedica alla ricerca delle possibili integrazioni e interazioni tra culture musicali diverse. Ha insegnato dal 1994 ai Conservatori di Reggio Calabria, Potenza, Salerno e Latina dal 1994 al 2024.
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