
Buonanotte, caro Albert
ovvero un momento di incontro e uno spettacolo sulla Gravità
venerdì 12 giugno ore 18:30
di Enrico Ferraro, Valeriano Solfiti, Anna Maria Piccoli, Valerio Bucci
con Enrico Ferraro e Valeriano Solfiti
sonorizzazioni Carlo Amato
Ingresso gratuito per gli insegnanti (di ogni ordine e grado)
Biglietto ridotto per gli accompagnatori
Che cos’è la gravità? A quanto pare la domanda, più che essere spontanea e rivelatrice di curiosità genuina, rischia di essere un puro gioco di parole, senza alcun rapporto con la realtà. Perché non ha senso porre questa domanda? E in che modo si può capire la gravità, generatrice di questo “peso” che sentiamo da quando nasciamo e sperimentiamo per tutta la vita? Per capire è necessario raccontare una storia di come la scienza sia nata e sviluppata, di come gli antichi sapessero già molto e di come il pensiero fideistico cancellò molte conoscenze e scoperte, di come anche la scienza abbia le sue trappole e del fatto che solo riuscendo a superarle è possibile comprendere qualcosa di molto piccolo e invisibile. Piccole cose invisibili e immanenti con la nostra presenza riflettono il funzionamento della gravità. Come facevano gli scienziati ellenistici a comprenderne il funzionamento? Cosa dicevano loro i fenomeni? Come li leggeva Galileo e dopo di lui Newton? Come ci aiuta la matematica? Quale fu l’idea felice di Einstein? Tutta la storia sembra insegnarci che per comprendere la gravità è necessario aumentare la sensibilità. Prima di tutto del nostro pensiero, della capacità di cambiare punto di vista e immaginare qualcosa che non possiamo percepire. Poi è necessario che i nostri strumenti siano in grado di leggere quelle piccole increspature dello spazio tempo che sono la chiave di un nuovo universo.
Lo spettacolo affronta un argomento che nei programmi viene appena trattato come concetto, e senza tutta la matematica necessaria di supporto. Pertanto è adatto a chiunque. L’obiettivo che si pone non è tanto spiegare la Relatività, quanto creare una suggestione sull’importanza di cambiare punto di vista pure se sarebbe tanto comodo e anche tutto sommato praticabile non farlo, se si vuole veramente capire il funzionamento delle cose, dell’universo intero.
Science Fiction – la scienza a teatro
un’idea Effetto Joule Teatro
produzione Malalingua Roma/Teatro Villa Pamphilj/Teatro Verde
Ci sono rami della scienza difficili da divulgare, difficili da spiegare a chi non ha dimestichezza con quello specifico linguaggio – il che coincide spesso con anni e anni di studio – eppure intrisi di profonda bellezza. Science Fiction è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati, attori, registi, insegnanti e formatori del settore creativo per liberare la scienza dall’idea di essere argomento solo per tecnici, affrontata dal resto del mondo in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita recepita giusto in qualche notizia sensazionalistica. Un format di proposte teatrali a tema scientifico e matematico che punta a rendere accessibile a chiunque, anche a chi proprio non capisce, temi e concetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti, umanistici, letterari, e anche poetici o comici. Dietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili, sogni, visioni inimmaginabili, iperboli, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite, le vite di tutta l’umanità, generando scoperte, rivoluzioni e progresso. Queste storie meritano di essere raccontate, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare, nella formula più semplice e arcaica, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti che trovano una sintesi comune: un racconto, una suggestione.
per info. e prenotazioni: scuderieteatrali@gmail.com / 065814176


