
sabato 11 aprile ore 11 • passeggiata sonora
• Sonodramma_Otopie
Bluemotion presenta
NATA VICINO AI FANTASMI.
NATA TEMPESTA.
ideazione e regia Giorgina Pi
cura del suono Cristiano De Fabritiis, Andrea Pesce
voci di Gabriele Portoghese, Aurora Peres, Maria Vittoria Tessitore, Vasilis Dramountanis, Christos Stergioglu, Monica Demuru
accompagnamento al lavoro Benedetta Boggio / Rossella Granata
produzione Angelo Mai/Bluemotion/Granducato
una tappa di Tiresias B Side
un progetto di Bluemotion sul mito di Tiresia e Kae Tempest
costo 5 €
• posti limitati • prenotazione obbligatoria
acquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/nata-vicino-ai-fantasmi-nata-tempesta/295297
Un diario sonoro e poetico che intreccia i versi di Kae Tempest al mito di Tiresia, tra memorie intime, visioni irregolari e desideri di metamorfosi. Un ascolto in cuffia per perdersi e rinascere, un atto di gratitudine all’invisibile.
Nata vicino ai fantasmi.
Nata tempesta.
Nata vecchia.
Diventò giovane.
Si capiva che lei non veniva
dallo stesso posto degli altri
da Hold your Own di Kae Tempest
“Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta. è il diario che ho ricostruito a posteriori sulla mia scoperta di Tiresia nei versi di Kae Tempest negli anni in cui ho lavorato allo spettacolo Tiresias. È un’immersione nella sua poesia. È il prisma di luoghi dove lə miə immaginariə Tiresia vorrebbero andare. Come tutti i diari è costruito per avvicinamenti, impressioni mai perdute, odori dei luoghi, cosparso di vestiti indossati alla rovescia, di voci sentite lontane da una finestra, di corpi perduti ritrovati nei lineamenti di un nudo ramo. Da quando ho iniziato a camminare tra i versi di Kae Tempest la mia vita si è riempita ulteriormente di suoni. Suoi e i miei. Allora Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta è una sfera irregolare che prende forma tra note, orchestrazioni di rumori e voci.
È il mio incontro con Tiresia in mezzo a chi mi ha accompagnata e a chi l’ha fatto senza saperlo. La poesia di Tempest si mischia a lingue lontane, cade tra i tasti di un pianoforte amato, si accompagna alle canzoni che ho ascoltato all’infinito: resta tra i rifugi scelti quando il peso del mondo è amore.
Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta. è un abbraccio di minuti intimi, da ascoltare in cuffia, nella libertà di essere se stessə. Piccole gemme di pianti e rinascite quando cose trovate per terra diventavano tesori. Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta. guarda il prodigio delle tante vite di Tiresia dai suoi occhi cavi. È un augurio di rinascita infinita, un atto di gratitudine all’invisibile. Hold your own!” Giorgina Pi
Bluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registə, musicistə e artistə visivə si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni del gruppo. Bluemotion indaga vari linguaggi: il teatro contemporaneo, la musica, il cinema, la letteratura, la fotografia e soprattutto le loro ibridazioni. Crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Lə artistə di Bluemotion sono anche attivistə nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavorat_ dello spettacolo.
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SONODRAMMA _ OTOPÌE
SONODRAMMA _ OTOPÌE
contro-geografie acustiche
a cura di Irene Dani, Arianna Scarnecchia e Chiara De Angelis
in collaborazione con Magazzino dei Semi
Sonodramma _ Otopìe è una rassegna che propone un’esplorazione critica e creativa dello spazio attraverso l’ascolto, con l’obiettivo di immaginare nuove geografie e ridefinire la nostra relazione con i luoghi. Soundwalk, mappature sonore e il progetto di un’opera collettiva diventeranno strumenti per immaginare nuove geografie sensibili entrando in contatto con i territori e accogliendone le voci, a volte impercettibili e sommerse. Un percorso di audionarrazioni, incontri e sperimentazioni che, attraverso la decolonizzazione dello sguardo, invita a riconfigurare lo spazio con l’orecchio: ascoltare i luoghi abbandonati, le memorie dimenticate, le presenze invisibili per riappropriarci dei paesaggi e per trasformarli in spazi performativi e narrativi.





