22/02/2026 Teatro

domenica 22 febbraio ore 17.30 • teatro
Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri
presenta
LA GRANDE MENZOGNA
testo e regia Claudio Fava
con David Coco
disegno luci Antonino Caci
assistente alla regia Massimo Blandini
scene e costumi Lydia Giordano e Iolanda Mariella
foto di scena Giuseppe Contarini
grafica Angie Russo
foto locandina Salvo Giuffrida
prodotto da Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri
acquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/la-grande-menzogna/291292

Una potente invettiva che smaschera il furto di verità sulla morte di Paolo Borsellino, tra menzogne, testimoni fasulli e processi viziati. In scena il giudice stesso, non più nell’agonia ma in una dimensione “oltre”, da cui reclama ciò che al Paese è stato negato.


La “grande menzogna” è il furto di verità che l’Italia ha subito sulla morte di Paolo Borsellino, ridotta ormai a un garbuglio di menzogne, finti testimoni, amnesie, sorrisi furbi, processi viziati, infiniti silenzi e sfacciate, sfacciatissime menzogne.
Il testo non porta in scena la narrazione minuziosa del depistaggio, perché non vuole essere un’operazione di teatro pedagogico della memoria: è anzitutto un’invettiva. E protagonista ne è lui, Borsellino: raccontato non più – come cento volte si è fatto – nell’agonia e nella morte, ma nella condizione risolta di chi non c’è più. E vuol riepilogare le cose accadute, con il divertito distacco di chi è ormai oltre e altrove.
Un Borsellino picaresco, sfrontato, rabbioso, lucido, imprevedibile, mai mesto. La sua invettiva non ha come obiettivo mafie e manovali mafiosi, bensì noi. Il buon pubblico dei vivi, dei giusti, degli addolorati, dei falsi penitenti, degli irrimediabili distratti. Alla banalità del male, la voce del giudice sostituisce la banalità del bene, la sua ovvietà, il comodo rifugio di chi inventa eroi ed eroismi per non accorgersi che della verità viene fatto scialo sotto i suoi occhi.
“In questo paese fa comodo a tutti pensare che dietro la mafia ci sia solo mafia. Che le ombre sono solo macchie di luce. Che dopo ogni notte ritorna il giorno, e si porta via i pensieri storti, i sospetti, i silenzi…” dirà Borsellino, tra le ultime battute, in un dialogo immaginario con noi e con sua figlia Fiammetta.
Finale aperto, restituito allo spettatore: “La verità. Dedicatemi la verità”

 

Claudio Fava
Scrive per il teatro da più di vent’anni (tra i registi che lo hanno portato in scena: Alessandro Gassman, Giuseppe Marini, Ninni Bruschetta, Veronica Cruciani, Marcello Cotugno…). Per il cinema ha vinto il festival di Venezia e il David di Donatello con la sceneggiatura de “I cento passi”. Molti suoi romanzi sono stati tradotti e pubblicati all’estero. Dall’ultimo, “Centoventisei” (ed. Mondadori), sta per essere realizzato un film. “La grande menzogna” è la sua prima regia teatrale.

David Coco
Si diploma presso la Scuola d’Arte Moderna del Teatro Stabile di Catania sotto la guida del M° Giuseppe Di Martino e continua il suo percorso di formazione con grandi maestri, tra i quali: Peter Clough, Ken Rea, Jean-Paul Denizon, Danio Manfredini e Dario Fo che lo dirige nel suo “Il diavolo con le zinne” accanto a Giorgio Albertazzi e Franca Rame. Nel corso degli anni, lavora in molti spettacoli di successo ed è diretto tra gli altri da Giancarlo Cobelli, Walter Pagliaro, Lamberto Puggelli, Armando Pugliese. Il più recente spettacolo teatrale a cui ha preso parte è “Centoventisei” su testo di Claudio Fava ed Ezio Abbate per la regia di Livia Gionfrida, una produzione Teatro Biondo di Palermo e Teatro Stabile di Catania. Aveva già lavorato su testi teatrali di C.Fava per “Il Mio Nome è Caino”, “Lavori in Corso” e “Il Giuramento” con la regia di Ninni Bruschetta.
Alterna il lavoro in teatro con quello in televisione e nel cinema dove è chiamato spesso ad interpretare personaggi realmente esistiti. Lo ricordiamo nei panni di Gaspare Pisciotta nel film “Segreti di Stato” di Paolo Benvenuti, in concorso al festival di Venezia nel 2004; in quelli del primo pentito di mafia Leonardo Vitale nel film “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti che gli vale, in Francia, diversi premi come migliore attore protagonista; in quelli di Pio La Torre nel film “Placido Rizzotto” regia di Pasquale Scimeca; di Ninni Cassarà nella serie tv “Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò Cosa Nostra” regia di Andrea e Antonio Frazzi; e in quelli di Bernardo Provenzano nel film tv “L’ultimo dei Corleonesi” regia di Alberto Negrin. È Leoluca Bagarella nella serie tv “Il Cacciatore” stagione 1 e 2 regia di Stefano Lodovichi e Davide Marengo; e nel 2020 interpreta Piersanti Mattarella, presidente della regione siciliana ucciso nel 1980, nel film “Il delitto Mattarella” con la regia di Aurelio Grimaldi.

Nutrimenti Terrestri, che prende il nome dal romanzo di André Gide, nasce come compagnia teatrale nel 1983 con la messa in scena de “I Tre Pezzi D’Occasione” di Samuel Beckett, spettacolo prodotto dal Teatro Club di Francesco (Ciccio) Previti. Interpretato da Piero Sturniolo, Patrizia Salerno e Maurizio Puglisi, “I Tre Pezzi D’Occasione” segna l’esordio alla regia di Ninni Bruschetta. Con il Teatro Club, negli anni successivi, Nutrimenti Terrestri mette in scena “Bob Wilson e figli maltrattano i sordi”, “Lecture on Nothing”, “Samuel Beckett sul Mare”, “Caramelle al fruttosio”, “Il Silenzio delle Cicale”, sperimentando nei meandri del Teatro Danza e del Teatro Contemporaneo anni ‘80. Nel 1986, dopo l’incontro con l’attore e poeta Antonio Caldarella e grazie alla produzione di Nello Colò, viene messo in scena “L’Incredibile Incontro”. Nel 1987 una svolta nella storia della compagnia è segnata dall’incontro con il produttore Giovanni Raimondo e con il regista cinematografico Francesco Calogero. Tra il 1986 e il 1988, infatti, con la produzione di Giovanni Raimondo, vengono messi in scena due spettacoli teatrali – “Antigone” e “Il Battello degli Amanti” – e viene realizzato il primo lungometraggio di Francesco Calogero dal titolo “La Gentilezza del Tocco”. Per acquisire totale autonomia nelle scelte artistiche e produttive e grazie ad una opportunità presentatasi al Festival del Cinema di Taormina per la realizzazione di un nuovo lungometraggio, nel 1988 viene costituita l’Associazione Nutrimenti Terrestri con soci fondatori Maurizio Puglisi, Gigi Spedale, Donald Ranvaud, Francesco Calogero, Ninni Bruschetta e Antonio Caldarella. Da quel momento, Nutrimenti Terrestri firma la propria attività anche dal punto di vista produttivo, sia in campo cinematografico che teatrale, fino ad ottenere nel 1999 il riconoscimento ministeriale quale impresa di produzione teatrale nell’ambito della ricerca e della sperimentazione.
Nutrimenti Terrestri ha collaborato con le maggiori strutture teatrali nazionali, tra cui il Teatro di Roma, il Teatro Stabile dell’Umbria, il Teatro Stabile delle Marche, il Teatro Stabile di Catania, l’Ente Teatrale Italiano, l’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, e numerosi altri Enti Pubblici Territoriali come la Provincia di Roma, la Provincia di Macerata, il Comune di Messina. Da più di quindici anni, la Compagnia si occupa della produzione e della distribuzione dei suoi spettacoli su tutto il territorio nazionale e le sue attività sono seguite dalla stampa specializzata. Mantiene costanti rapporti con le maggiori istituzioni che si occupano di spettacolo ed in particolar modo con il Ministero dei Beni Culturali e con l’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.
In una prima fase del suo percorso artistico, la Compagnia ha realizzato diverse produzioni cinematografiche per poi orientarsi verso la performance dal vivo realizzando così, nel corso di oltre un ventennio, la produzione e l’allestimento di circa 50 spettacoli teatrali. Tra gli elementi fondanti di Compagnia e le finalità artistiche che Nutrimenti Terrestri coltiva e persegue da sempre, trovano ampio spazio l’attenzione per la drammaturgia contemporanea italiana, la ricerca e la valorizzazione dei nuovi autori – giovani e meno giovani – e, nello specifico, l’attenzione che questi ultimi riservano nelle loro opere al mondo attuale e ai nodi critici del nostro tempo.
Nutrimenti Terrestri mira a essere e mantenersi punto di riferimento di alto profilo professionale e produttivo non soltanto per il pubblico chiamato di volta in volta a riflettere e immergersi in parentesi artistiche sempre nuove, ma soprattutto per i giovani artisti emergenti che operano sul territorio siciliano. Negli anni, infatti, tanti giovani talenti – attori, tecnici, registi e drammaturghi – sono stati intercettati, valorizzati e accompagnati in un percorso che ha fatto di loro dei professionisti.
Nutrimenti Terrestri si adopera così affinché, guardando costantemente all’intramontabile tradizione, le modalità creative messe in atto si facciano espressione brillante di nuove forme e di nuovi linguaggi, perché la vera novità del teatro risieda sempre laddove nuove sono le energie, le sensibilità e le istanze che lo abitano.

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