07/04/2024 Danza, Teatro Ragazzi

domenica 7 aprile ore 17 | danza – ragazzi
• Cascasse il Mondo
Movimentoinactor Teatrodanza, Consorzio CON.COR.DA.
PINOCCHIO GAME
regia e coreografia Flavia Bucciero
messa in scena visiva Massimiliano Siccardi coordinamento, Valerio Ciminelli realizzazione
interpreti Leila Ghiabbi, Fausto Paparozzi, Iolanda Del Vecchio, Alice Covili
musica originale Antonio Ferdinando Di Stefano
rap finale e canto Davide Sereni
disegno luci Riccardo Tonelli
foto Antonella Limotta
per tutte le età

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Una rilettura contemporanea della favola di Collodi. Un Pinocchio dei giorni nostri, risucchiato in un videogame, vive da burattino rocambolesche disavventure nella realtà virtuale, fino ad uscirne, ritornando finalmente bambino.


La storia di Collodi, riletta dalla coreografa Flavia Bucciero, ribalta il rapporto bambino/burattino nel mondo. Un bambino, Pinocchio, nostro contemporaneo, viene risucchiato dal computer mentre sta giocando a un videogame, entrando in una realtà di burattini, in cui lui stesso è burattino tra burattini. Come ogni bravo pinocchio contemporaneo attraverserà molte disavventure, fino ad uscirne, ritornando finalmente bambino. Si succedono personaggi divenuti ormai simbolici per l’immaginario universale: dal Grillo Parlante a Lucignolo e tanti altri, ognuno portatore di una sua morale o antimorale. Assente Geppetto: il vero padre di questo Pinocchio è la realtà virtuale. Se da una parte si recuperano alcuni dei significati derivanti dal contesto contadino in cui è nata la storia, dall’altra essi vengono decontestualizzati, inserendo Pinocchio e gli altri personaggi in una realtà di degrado moderno e urbano. Da questo contrasto, tra elementi derivanti dalla tradizione e quelli di una modernità spinta, nascono figure dissonanti in un contesto sociale e ambientale pop.

Note di Regia
La storia di Collodi viene riletta, da una parte recuperando alcuni dei significati derivanti dal contesto contadino in cui è nata (il valore del cibo, dell’istruzione scuola, il rapporto conflittuale con la legge e i carabinieri) dall’altra questi significati vengono decontestualizzati, inserendo Pinocchio e gli altri personaggi in una realtà di degrado moderno e urbano: il narcisismo di Pinocchio e la prevalenza dell’elemento maschile/maschilista di origine, la marginalità della figura femminile dai tratti indefiniti, che mutano continuamente la sua fisionomia: madre, fata, sorella (comprensiva/punitiva), la divisione netta tra bene e male. Da questo contrasto, tra elementi derivanti dalla tradizione e quelli di una modernità spinta, nascono figure dissonanti in un contesto sociale e ambientale pop.


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