07/02/2026 Teatro

sabato 7 febbraio ore 19 • teatro
Bluestocking presenta
IL BACIO DELLA DONNA RAGNO
di Manuel Puig
regia Alessandro Di Marco
con Guido Del Vento, Simone Faucci, Ludovica Di Pasquale
voci off Simone Lilliu, Lorenzo Schinella e Marco Zicari
scene e costumi Nicola Civinini
assistente alla regia Simone Lilliu e Marco Zicari
foto di scena Marcella Cistola e Luca Marcelli
ringraziamento speciale a Lucilla Lupaioli
acquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/il-bacio-della-donna-ragno/291459

In un carcere di Buenos Aires negli anni Settanta, due uomini ai margini scoprono nell’ascolto e nell’amore un riscatto possibile. Un intenso inno alla libertà, alla dignità e alla forza umana di resistere.


Buenos Aires, anni Settanta. In una prigione, due detenuti condividono lo spazio angusto e squallido di una cella. Uno è Luis Molina, un omosessuale condannato per oscenità e corruzione di minorenne, l’altro è Valentin Arregui, prigioniero politico incarcerato per le sue idee di matrice socialista. Molina è in realtà una spia dei carcerieri che, promettendogli di poter ottenere uno sconto della pena e rivedere presto l’anziana madre, lo convincono a carpire i segreti politici di Valentin, impegnato in una cospirazione per tentare di rovesciare il governo. Molina, appassionato di cinema, intrattiene Valentin raccontandogli le trame dei suoi film preferiti, storie appassionate di amori e donne bellissime. Come una novella Sherazade, Molina conquista la fiducia di Valentin e finisce per innamorarsi perdutamente di lui, arrivando ad aiutarlo quando si presenta l’occasione di farlo. Una storia di amore ed emarginazione d’altri tempi che, ancora oggi, non ha perso l’urgenza di lasciarsi raccontare.
Quando Manuel Puig scrisse “El beso de la mujer araña”, nel 1976, in Argentina, il suo paese, la pubblicazione del romanzo venne osteggiata e proibita. La tematica omosessuale e quella politica lo rendevano, per l’epoca e per il regime allora vigente, scomodo, pericoloso, sovversivo.
Nel tempo, questo romanzo è diventato un testo teatrale, un film pluripremiato agli Oscar, un musical di successo con oltre novecento rappresentazioni a Broadway.
Il segreto di un successo così largo va cercato, con ogni probabilità, nella portata universale dei due personaggi di questa storia, Molina e Valentin, nella portata universale e struggente dei loro sentimenti, delle loro vite divergenti, diverse, a margine. Due vite che, come tutte, non chiederebbero altro che di essere viste, ascoltate ed amate. Due vite che non accettano l’umiliazione e il degrado a cui sembrano condannate ma che alzano la testa e la voce per rompere un silenzio complice e assassino.
I racconti di Molina, film pieni di dive, champagne, tessuti preziosi, gioielli scintillanti, diventano, quindi, il nutrimento necessario per una fuga da una realtà squallida e spaventosa: favole moderne per curare le ferite e le paure che attanagliano le vite dei due protagonisti. Il personaggio principale dei racconti di Molina è sempre una lei, fascinosa e conturbante, bellissima e misteriosa. Una mujer araña che incarna il sogno di Molina e le fantasie di Valentin.
Lavorando con gli attori, il regista ha ricreato sulla scena il tempo immobile che sembra regnare nella cella e, soprattutto, quel fuori, inospitale e spaventoso, che non vediamo mai ma che incombe in ogni singolo respiro dei due personaggi. Lo spettacolo, con ritmi e toni naturalistici ed intimi, cerca di raccontare il riscatto di due vite eroiche e perseguitate e il loro anelito alla libertà, ad un mondo migliore, fatto di rispetto, accoglienza e integrazione. Valori che, ancora oggi, non hanno perso l’urgenza di essere ribaditi.