12/06/2019 Laboratorio, Teatro

10 – 14 Giugno  ore 17- 20:30

Laboratorio di Claudio Spadola sull’Ispettore di Gogol’ e la Biomeccanica Teatrale.

 

Non lagnarti dello specchio se il viso è storto.

 

Claudio Spadola inizia al Teatro Villa Pamphilj un work in progress che lo porterà alla
produzione di InSPECtor nel 2020 in occasione degli 80 anni dalla fucilazione di
Mejerchol’d da parte del regime sovietico.
Il maestro russo, infatti, inventore della Biomeccanica Teatrale (metodo pedagogico
adottato oggi nelle principali scuole di recitazione di tutto il mondo) e più grande
regista del ‘900, fece del testo di Gogol’ uno spettacolo leggendario.
Spadola, che nell’Accademia di Mejerchol’d si è specializzato come maestro di
Biomeccanica Teatrale e regista, lavorerà sulle scene dell’Ispettore sperimentando i
metodi di allenamento, analisi del testo, improvvisazione e regia della Scuola
Russa attraverso cui, grazie anche alla lezione dei maestri Vasil’ev e Nekrosius, è
arrivato alla sintesi che contraddistingue i suoi ultimi spettacoli (Corsia N.6, Il Naso,
Cuore di cane, Tre sorelle, Gabbiano, 33 Svenimenti, Giardino dei ciliegi etc. ) e la sua
Scuola di Teatro PalestraDellAttore.it.
Nel Laboratorio si scoprirà la scottante attualità di questo testo archetipico e si
lavorerà sulla proposta di Spadola di una regia contemporanea e di un attore
globale, un performer, cioè, che può emozionare attraverso movimento, voce,
musica, recitazione etc. perché li ha appresi in maniera organica e non solo tecnica.
“La forma mentis di chi sa far propria la tecnica è una sapienza fisica che non solo sa
indurre sentimenti autentici ma, traendo dal processo di formazione anche
un’estetica, sa fare dell'elementarità di mezzi propria del teatro la sua forza,
appunto perché è fondata sulla capacità di un attore che per attrarre ed
emozionare, anche in un palco vuoto, non può far altro che creare piccoli miracoli
scenici attraverso un linguaggio poetico, antico e universale.
La biomeccanica come ogni tradizione teatrale che riflette la meccanica della vita e
quindi il processo di metamorfosi, addestra a giocare col disequilibrio fino
all’estremo del grottesco di cui incarna il principio della coincidenza degli opposti,
di quando, cioè, portata alle estreme conseguenze, qualcosa si tramuta, rivela il suo
contrario, e quindi rivela la vita nel momento più estremo della sua metamorfosi,
rivela la vita in vita. Il grottesco è la natura del teatro – affermava Mejerchol’d –
trasporta lo spettatore da un piano appena raggiunto ad un altro piano per lui
assolutamente inaspettato. Il grottesco è nella natura di Gogol’ e dell’Ispettore.”
Claudio Spadola

info: scuderieteatrali@gmail.com   06 5814176