02/04/2022 - 03/04/2022 Danza, Teatro

sabato 2 aprile ore 21 e domenica 3 ore 17.30 | teatro – danza
Teatro Metastasio di Prato | Ass. Sosta Palmizi
GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEO di Andrea Pazienza
uno studio
di e con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Giorgio Rossi
da un’idea di Riccardo Goretti
con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza
con la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino

sound e light design Giacomo Agnifili • costumi Chiara Lanzillotta • assistente alla regia Tommaso Carovani
consulenza grafica Stefano Roiz • direttore di scena Marco Mencacci • elettricista e fonico Giacomo Agnifili
coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi • assistente all’allestimento Giulia Giardi
cura della produzione Francesca Bettalli e Camilla Borraccino • ufficio stampa Cristina Roncucci
foto, riprese video e immagine del manifesto Stefano Roiz
produzione Teatro Metastasio di Prato/ Ass. Sosta Palmizi • in collaborazione con STA – Spazio Teatrale Allincontro
durata 75’
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A trentacinque anni dall’uscita del capolavoro di Andrea Pazienza, uno spettacolo su “Pompeo”, rispettoso del testo fino alla sillaba e trasudante amore per l’opera originale.


“Vuoi mettere RISORGERE, risorgere, risorgere…” A.PAZ.

“Trentacinque anni fa, usciva “in edicola e libreria, per lire 12000” un libro destinato a entrare immediatamente nella leggenda, di quelli che, trentacinque anni dopo, qualche recensore da blog avrebbe certamente chiamato “instant classic”, un libro scomodo, feroce, commovente, sincero fino alla brutalità. Trentacinque anni dopo sarebbe stato chiamato “graphic novel”, ma allora era solo un libro. Il titolo: “Pompeo” (o “Gli ultimi giorni di Pompeo”, se si vuol stare ai vari riquadri che compaiono nel fumetto originale). L’autore, un ancora giovanissimo Andrea Pazienza. Trentacinque anni fa io che scrivo avevo cinque anni, e non potevo entrare in contatto col mondo di Paz, soprattutto non cominciando da questa storia di droga e disperazione (e altissima poesia, intendiamoci subito). L’ho fatto qualche tempo dopo, e da lì in poi nulla è stato più lo stesso: ebbene sì, Andrea Pazienza, e questa opera in particolare di Andrea Pazienza, è un game changer. Prima di conoscerlo sei una persona, dopo che l’hai conosciuto, un’altra. Non si cambia radicalmente, ma si cambia, sì, si cambia, a leggere Andrea Pazienza. Nel mio umorismo, ma più in generale nel mio percorso artistico, dal che col tempo sono diventato uno scrittore e narrastorie, mi piace pensare che ci sia tanto dell’immaginario di Paz. E dunque è arrivato il tempo di restituirgliene pubblicamente merito.” Riccardo Goretti

 

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